ICSI e IMSI

Grazie alle nuove tecniche in medicina della riproduzione si possono anche aiutare coppie che finora non avevano quasi possibilità di terapia a causa di reperti seminali estremamente sfavorevoli. Tutto questo è cambiato con l’iniezione intra-citoplasmica spermatica (ICSI) che, a partire dal 1992, rappresenta un’ulteriore pietra miliare nella terapia della sterilità.
Con l’aiuto di questa tecnica un singolo spermatozoo viene iniettato direttamente nella cellula uovo.

Con la ICSI si possono ottenere indici di fertilizzazione superiori al 70% anche in coppie che presentino concentrazioni spermatiche estremamente basse (inferiori a 10.000 spermatozoi nell’eiaculato). In confronto, durante il rapporto sessuale vengono in media eiaculati circa 200 milioni di spermatozoi. Questo metodo può anche aiutare le coppie in cui gli spermatozoi mobili siano assenti.

La tecnica IMSI (iniezione intracitoplasmica di spermatozoi morfologicamente selezionati) rappresenta un’evoluzione notevole rispetto alla metodica ICSI. La IMSI permette un’analisi spermatica molto più dettagliata. Mentre la tecnologia convenzionale ICSI si basa sull’ingrandimento fino a 400 X, la nuova tecnica IMSI permette la valutazione degli spermatozoi ad un alto ingrandimento di circa 6000/7000 X.

Nei centri di PMA più evoluti le terapie si eseguono quasi esclusivamente mediante la metodica IMSI, poiché è ormai evidente che vi sono differenze notevoli nella qualità degli spermatozoi che non possano essere identificate utilizzando la normale tecnica ICSI.

Tecniche di Fecondazione