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Regime alimentare e stile di vita nella fecondazione assistita

Lo stile di Vita 

Quando si inizia un percorso di fecondazione assistita, oltre all’anamnesi del paziente, dovrebbe essere dedicata molta  ATTENZIONE  anche all’aspetto della NUTRIZIONE e allo STILE DI VITA, del singolo e della coppia.

Studi recenti, affermano, che a tutta la parte strumentale, laboratoristica, necessaria a un percorso di fecondazione assistita, in particolare, viene a rendersi utile da parte dei professionisti ,un ascolto attento, sulle abitudini alimentari e lo stile di vita dei singoli elementi della coppia alla ricerca di una gravidanza.

Sebbene stile di vita e dieta sono fattori importanti da tenere presenti sempre, di più, lo sono nelle coppie che devono ricorrere ad una tecnica di riproduzione assistita.

Di conseguenza, è importante, informare sempre i pazienti, degli effetti negativi che una dieta sbilanciata può avere sugli esiti attesi.

Anamnesi Alimentare

In sostanza, parliano di dieta bilanciata quando quest’ultima riesce a fornire tutti i nutrienti necessari, indipendentemente dal regime alimentare seguito (latto-ovo-vegetariano-vegano-mediterraneo).

La dieta mediterranea rappresenta un modello salutare, adeguato dal punto di vista nutrizionale, adatto ai diversi periodi della vita di ognuno: adolescenza, gravidanza, allattamento, menopausa….

Per stabilire una corretta alimentazione, sarà necessaria una sorta di CARTA DI IDENTITA’ del paziente soprattutto, servirà capire la sua relazione con il cibo, le preferenze alimentari, il lavoro che svolge, l’attività fisica, la distribuzione dei pasti durante la giornata e così via.

Carta di Identità alimentare

Stilare una carta di identità alimentare deve tenere conto di molte variabili, di conseguenza, tale approccio deve essere PERSONALIZZATO.

Metodo di cottura, consumo di cibi preparati e apporto idrico, possono condizionare la dieta, basti pensare che produzione, lavorazione o conservazione degli alimenti, possono contribuire a privare il cibo del suo valore nutritivo depauperandolo alla fonte.

Tuttavia, questa è solo una prima considerazione che ci induce a pensare al peso del cibo nel quotidiano e ancora, al suo apporto in termini qualità.

Un argomento ricco da esplorare via via, focalizzandoci nelle prossime puntate su quelli che sono i fabbisogni nutritivi, ovvero, ciò che può migliorare il percorso della fecondazione medicalmente assistita, a partire dall’apporto di alcune vitamine come ad esempio la vitamina D.

mammalilli

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prodotti di stagione

Prodotti di stagione – mangiare sano

Mangiare prodotti di stagione

“Chi dorme di maggio, digiuna a settembre”

“Maggio soleggiato, frutta a buon mercato.”

“Non ci sono vecchi senza dolori, giovani senza amori e maggio senza fiori”

“Ben venga maggio coi suoi fiori» recita un saggio proverbio”

e i suoi frutti dico io

Per ribadire la conquista di un tempo naturale. Anche, nell’ottica di scegliere una filiera breve, fatta di prodotti di stagione, locali e conosciuti, curiosiamo un po’ nel canestro di maggio.

Restiamo in tema di cibi sani ed economici, restiamo in armonia con il ciclo naturale dei fiori, dei frutti dell’ultimo mese della primavera nonchè mese delle rose.

Abbiamo detto che acquistare frutti di stagione offre  la migliore garanzia di mangiare il  prodotto fresco e ancor più, diamo la possibilità alla natura di fornirci automaticamente la rotazione di vitamine, sali minerali e nutrienti per il nostro corpo.

Intanto che sull’ultimo vagone salutiamo arancie e kiwi si fanno avanti le fragole dolci e colorate. Le fragole sono una importante fonte di vitamina C e acido folico, un frutto ricco anche di ferro che in presenza di vitamina C viene assorbito con facilità

(mangiatene in giusta misura se state aspettando un bambino o state allattando al seno. Hanno un alto  potere allergizzante)

Prodotti di stagione – Curiosità

Arrivano di corsa anche Le nespole, un frutto quasi dimenticato, ricco di fibre, prezioso per le diete, per il senso di sazietà procura, il frutto è prezioso anche per la capacità di ridurre i valori del colesterolo e per le sue proprietà diuretiche.

Per chi ama le erbe selvatiche o chi ama mangiare le erbe nei campi a maggio si possono raccogliere asparagi e  borragine, una pianta ricca di vitamine e di flavonoidi che contiene pochi grassi. Così pure gli asparagi, ricchi di fibre vegetali, acido folico e vitamine,  A, C, E.

Passiamo ai legumi e troviamo le curiose fave molto nutrienti e poco caloriche ricche di vitamina B, fibre, ferro, potassio e magnesio. Poi piselli, i più ricchi di proteine, fagiolini finocchi e lischeri (agretti)  che ricchi di fibre aiutano a regolare le funzioni intestinali. Insomma ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche

mammalilli

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LA BLASTOCISTI : “Il tempo naturale è il miglior tempo?”

La blastocisti:

La cellula uovo (ovocita) già  fecondata (zigote), tramite divisione cellulare detta mitosi arriva allo stadio di  embrione. L’embrione, dopo tre giorni dalla fecondazione, è  formato da 6-8 cellule; al suo interno si è gia’ attivata la coesione del dna dello spermatozoo (padre) con il dna delll’ovocita (madre ) dando origine al DNA dell’embrione stesso.

Al 5/6 giorno di sviluppo (circa 100/200 cellule) l’ embrione evoluto, prende il nome di  blastocisti , in questa fase, in natura, raggiunge la cavità uterina dove dovrà impiantarsi per sopravvivere traendone il nutrimento.

La blastocisti ha per sua caratteristica naturale di essere sincrona all’impianto in endometrio.

Per spiegarsi meglio: l’endometrio e la blastocisti si parlano  attraverso un linguaggio fatto di segnali biologici, secrezioni chimiche che AVVERTONO delle condizioni ideali  e RICHIAMANO  la blastocisti in endometrio per l’annidamento. Questo linguaggio segue un tempo che non è identico per tutte le donne

Quando si impianta la blastocisti e quali i vantaggi?

Se il tempo naturale, biologico. per un embrione di annidarsi in utero avviene intorno al 5/6 giorno,  la procreazione assistita dovrà mimare questo tempo.

Nel trattamento della sterilità, non tutti gli embrioni conservati in coltura arriveranno allo stadio di  blastocisti questa selezione permette di individuare quelli con maggiore potenzialità di impianto. Questo  costituisce un primo vantaggio

La blastocisti che viene  trasferita in utero al 5° giorno,  incontra l’endometrio in fase ottimale per impiantarsi, proprio come avviene in natura, questo, di assecondare i tempi,  è un ulteriore  vantaggio.

Quante blastocisti trasferire?

La scelta di quante blastocisti trasferire non e’ arbitraria, La precedenza  va data alla salute della donna e del bambino e, alla riduzione delle probabilità di gravidanze plurigemellari. La decisione spetta però sempre al medico.

Ci sono studi e campagne di sensibilizzazione su questo tema che indicano:

trasferire una blastocisti  ma la migliore, è, la politica migliore.

Crioconservare gli altri embrioni che hanno raggiunto la fase di blastocisti sarà utile, nel caso si desideri un’ altra gravidanza o per un ulteriore tentativo.

Quale blastocisti trasferire?

La valutazione della migliore blastocisti e’ di tipo morfologico e si basa su  3 parametri principali  da osservare e valutare:

1) il grado di espansione della blastocisti

2) il bottone embrionario,  che darà origine al feto

3) la qualità delle  cellule esterne della blastocisti che daranno origine a tutti gli annessi (trofectoderma)

In base a questi 3 parametri gli  embrioni vengono classificati con un punteggio o con una lettera.

Ricordiamo che in medicina,  personalizzare i trattamenti e la strategia da adottare di volta in volta e’ ormai un atteggiamento consolidato ed è quello che fa la differenza per le maggiori probabilità di successo

mammalilli con la collaborazione di:

Dr Silvia De Stefani
ESHRE certified Clinical Embryologist

e

Dr Angela Primiterra
ESHRE certified Clinical Embryologist

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Tecniche di Fecondazione