L’anamnesi alimentare durante i cicli di PMA

Alla base della sterilità femminile e maschile vi sono spesse volte problemi ormonali, e un ruolo importante per un adeguato equilibrio ormonale è rappresentato dal metabolismo. L’alimentazione gioca quindi un ruolo molto importante durante i cicli di PMA.

Di norma, prima di intraprendere un qualsiasi percorso, quando ovviamente non si hanno particolari problemi di sovrappeso o sottopeso o particolari abitudini alimentari da correggere basta una semplice dieta ricca di proteine e vitamine e povera di carboidrati e grassi.

Un’alimentazione ricca di proteine è rappresentata ad esempio da carni bianche o magre, pesce, formaggio, uova, ricotta. Ricca di vitamine è la frutta e la verdura. Da ridurre sono i carboidrati contenuti in pane, farinacei, zucchero, dolci, patate così come pure i grassi ovvero olio e burro. Anche l’assunzione di bevande alcoliche birra, vino, superalcolici va limitata a piccole quantità.

Questo salutare regime alimentare è di norma suggerito per le la coppia prima e durante la fase di pick up e per la donna anche in fase di post transfert.

Nel caso di specifiche situazioni, basti citare l’ovaio policistico, o nel caso non ci sia una buona risposta alla stimolazione ormonale, allora in molti centri si procede con una consulenza di un nutrizionista per mettere a punto una dieta ad hoc.

Nei centri di PMA più all’avanguardia, vista la stretta correlazione tra alimentazione ed equilibrio ormonale, si offre di partenza un consulto con un nutrizionista al fine di analizzare le abitudini alimentari di entrambi i partner per andare più affondo nella diagnosi della sterilità.

E’ il caso del centro di PMA della Nuova Ricerca di Rimini, dove in collaborazione con il dott. Paolo De Cristofaro e la dietista Silvia Salini, si procede già durante il primo colloquio all’analisi delle abitudini alimentari, la cosiddetta anamnesi alimentare in modo tale che i percorsi di fecondazione assistita siano attuati quando la nutrizione è in grado di sostenerli.

Nello specifico alla coppia viene consegnato un vero e proprio fascicolo all’interno del quale c’è un test per verificare il modello alimentare di ogni singolo partner, un questionario conoscitivo per apprendere tutti gli aspetti che contribuiscono a condizionare la nutrizione e lo stato di salute e infine un vero e proprio diario alimentare (qualità, quantità e modalità – compresa la parte emotiva del pasto). Tutto questo per offrire alla coppia gli strumenti per essere risorsa attiva e motivata nel programma di fecondazione assistita al fine di dare un contributo determinante per implementare le probabilità di successo della terapia.