I costi della PMA

Quando si parla di fecondazione assistita l’argomento che suscita maggiore curiosità è sicuramente quello dei costi.  La maggior parte delle volte si parla per sentito dire e spesso si hanno in mente delle cifre molto discordanti dalla realtà. Purtroppo, come nella gran parte delle prestazioni professionali non esistono dei tariffari assoluti per cui è difficile fare riferimento a cifre precise.  A questo proposito, per dare un aiuto in merito, è importante sapere cosa determina i costi in modo da potersi orientare facilmente.

Qui andremo a parlare di strutture private, visto che sono quelle alle quali si rivolgono la maggior parte delle coppie. Diverso è il caso delle strutture pubbliche o convenzionate sulle quali sarebbe superfluo entrare nel merito visto che i costi sono stabiliti dalle diverse regioni secondo direttive nazionali.

Fatta questa premessa è indispensabile sapere che non esistono dei costi standard nella PMA perché tutto dipende dalla tipologia e dalla complessità della terapia. Una tecnica di I livello ha dei costi base completamente diversi da una di II livello che integrata con eterologa e/o screening pre impianto può raggiungere cifre completamente diverse.  Quindi lo step più importante per conoscere i costi effettivi è la diagnosi della sterilità di coppia e quindi la terapia da intraprendere. Molti centri offrono delle giornate delle porte aperte o dei primi colloqui informativi gratuiti e questi, a nostro avviso, sono molto importanti per capire a quali costi a grandi linee si va incontro.

I costi della prima visita vanno da un minimo di 150€ ad un massimo di 300€. Importanti per la valutazione sono la durata del colloquio – che per essere attendibile si aggira attorno ai 60/90 minuti – e se oltre alla lettura degli esami prescritti vengono fatte precise prestazioni. Ovviamente nei centri dove viene eseguita la follicolometria 3D per la valutazione dell’utero e dell’endometrio, la misurazione della cavità uterina  – isterometria – e l’ecografia per valutare l’anatomia dell’apparato riproduttivo i costi saranno più alti.

Per un trattamento di I livelloIUI – il tariffario presso un centro privato può variare dai 300 ai 500€ ma sono pochi coloro che lo fanno privatamente visto che sono tanti gli ospedali pubblici che eseguono l’inseminazione intrauterina.

Se invece si ricorre ad una tecnica di II livello le cifre cambiano notevolmente visto che si aggirano intorno ai 4000/6000 € a seconda che si tratti di FIVET, ICSI o IMSI. Ci sono poi delle differenza se si tratta di I ciclo o cicli successivi che hanno spesso dei costi più bassi se eseguiti nello stesso centro. Molto spesso a questi costi base vanno aggiunti quelli della donazione del seme 1000 circa o della crioconservazione 400/500 € – più eventuali costi all’anno di 200€ – o quelli di successivi impianti nel caso non vi fosse una gravidanza già al primo tentativo.

Ad un trattamento di II livello si potrebbero aggiungere i costi dello screening preimpianto molto caldeggiato negli ultimi tempi in casi di precedenti fallimenti o di particolari situazioni. I costi variano da centro a centro e dipendono dal numero di blastocisti/embrioni analizzati. Si parte dai 1000 € per embrione fino ad arrivare ai 3500 per un numero di 8/10.

Altre cifre sono quelli della fecondazione eterologa – tecnica di III livello. In questo caso è da valutare se si tratta di donazione del seme – qui i costi sono i più contenuti e come già detto si aggirano attorno ai 1000€ – o dell’ovocita. In quest’ultimo caso va sempre considerato il numero di ovociti donati e come viene reclutata la donatrice: ciò che infatti fa la grande differenza è se si tratta di donatrice unica anche detta one to one o full egg o di donatrice in egg sharing, ovvero colei che sotto terapia dona solo una parte dei propri ovociti. I costi quindi sono molto differenti e si parte da una base di 7.000 agli 8500 in caso di doppia donazione seme e ovocita.

Di prassi i farmaci per la stimolazione sono soggetti alla nota 74 e quindi completamente gratuiti anche nelle strutture private perché accreditate presso il Ministero.

I numeri