Carla B., 30 anni, Rimini

Siamo arrivati al centro di PMA della Nuova Ricerca dopo 3 ICSI fallite in un centro estero. Mio marito dice che ho una “laurea ad honorem in PMA” per quanti forum, siti, blog e articoli in merito alla fecondazione assistita ho letto. Non nascondo che durante il primo colloquio avevo un atteggiamento molto critico anche se nello stesso tempo le aspettative erano altissime.

La dottoressa, che credo abbia intuito subito chi aveva davanti, sensibilità femminile mi ha lasciata parlare molto. Poi avendo sotto mano una situazione clinica di entrambi ben definita dalle precedenti esperienze negative ci ha subito proposto una terapia accessoria durante quella di stimolazione e questo assieme ad altre piccole ma importanti differenze, la precisa misurazione del canale cervicale, la follicolometria in 3D, l’utilizzo della tecnica IMSI al posto della ICSI, la coltura Blastocistaria su terreno unico per non stressare l’embrione mi ha convinta a buttarti in questo ulteriore tentativo che, incociamo le dita, darà il suo frutto a metà febbraio, il 14 per la precisione ma per scaramanzia preferisco non aggiungere altro.